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E così, anche tu…
Una notizia di tarda mattinata, all’apertura dei tg domenicali, di quelle che non si vorrebbero mai sentire… Che, subito, ti viene da domandarti ma come, eri già così avanti con gli anni da far temere di perderti in questo modo, da un momento all’altro?
Non è possibile, hai cantato la colonna sonora dei miei 20 anni, praticamente l’altroieri…

E infatti, non era possibile. Sempre lo stesso, maledetto motivo.
Non capiamo, non capiremo mai, se siate voi artisti eccelsi ad essere creature tanto meravigliose quanto fragili e combattute nel profondo; o se il circo mediatico di cui fate parte, la fama, il successo, le pressioni insostenibili e incessanti, siano un tritacarne da cui solo pochi hanno la forza (e la fortuna) di riuscire a non farsi distruggere.

La schiera dei caduti è infinita… Amy, l’ultima grande voce a spegnersi, solo poco tempo fa.
Un elenco doloroso che parte da Jim, Jimi, Janis, e prosegue con Elvis, John (l’unico che non è caduto da solo, ma che è stato fatto cadere), Kurt, Michael
E vorrei aggiungere anche Heath, che non era un cantante, ma senza ombra di dubbio è stato uno dei più grandi e precoci interpreti che io abbia mai avuto il piacere di apprezzare, e lo ricorderò sempre con affetto.
E chissà quanti altri che non ho conosciuto, di cui non ho mai sentito parlare, o mi sto semplicemente dimenticando.

E ora anche tu.
Donna bellissima, voce straordinaria, un talento puro come ne nasce uno ogni 20 anni, quando va bene.

We’ll always love you, Whitney.
So long

P.S. E’ stupefacente constatare come il web si aggiorni in tempo reale… la pagina di Wikipedia dedicata a Whitney Houston reca già la data della sua scomparsa, anche se è successo solo ieri. Come ho detto, stupefacente. Trasmette una certa freddezza, anche. Almeno, è questo che provo io, di fronte ad un tale piccolo segno di asettica informatica efficienza.

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