Tag

, , , , , , , ,

Ricevo, e molto volentieri vi riporto, questo bel contributo ad opera della mia amica e collega Donatella.
Dopo averci fatto assaggiare un piatto tipico della zona in cui è nata è cresciuta, e raccontato a voce delle tradizioni che sono all’origine di questa pietanza, le ho chiesto di mettere le sue impressioni e i suoi ricordi per iscritto; e lei non si è tirata certo indietro!
Ma anzi, leggete un po’ qui, e sentite che passione 🙂

Grazie Dodo!

Al Carlevè a l’è na roba seria
(Forse ho esagerato un po’… ma mi sono ancora contenuta. Si parla della mia città, sono stata un’arancere!)

A vedere un’immagine di questo tipo (v. foto sopra, ndr), chi come me è nato ad Ivrea sente in sottofondo il suono ripetitivo, e misto allo stesso tempo di malinconia e di festa, dei pifferi del Carnevale.
Quello di Ivrea, ovviamente. Terra conosciuta ai più per la nascita della Olivetti, che ancor oggi dà lavoro alla maggioranza della popolazione, nonostante la grave crisi a metà degli anni ’90 che spinse l’ingegner De Benedetti a lasciare l’azienda.

Ma il Carnevale è ancor più antico, della pur nota fabbrica di macchine da scrivere e di computer…
Si tratta infatti dello Storico Carnevale di Ivrea, che affonda le radici intorno al 1800 (l’inizio si fissa istituzionalmente al 1808).
E tengo a sottolineare storico, quindi non allegorico: non si vedono maschere se non quelle dei combattenti del lancio delle arance, rievocazione della rivolta popolana contro il tiranno a cui una vezzosa mugnaia tagliò la testa.
Testa recisa che la fanciulla mostrò poi al popolo, e che oggi viene simboleggiata da un’arancia. Le famose arance del Carnevale d’Ivrea 🙂

La leggenda narra che la figlia di un mugnaio si rifiutò di accettare il “diritto” del Duca locale di poter passare una notte con ogni donna appena sposata (il famoso ius primae noctis, forse ne avete sentito parlare, anche se gli storici sono abbastanza concordi sul fatto che si tratti solo di un mito).
La città di Ivrea si ribellò e fece tagliare la testa al Duca: ed oggi le carrozze rappresentano la guardia del Duca decapitato, mentre i lanciatori di arance rappresentano i rivoluzionari.
Gli spettatori non sono autorizzati a lanciare arance, ma se lo desiderano possono arruolarsi nelle squadre.

Nota importante: se si indossa un cappello rosso (il Berretto Frigio, lo stesso in uso durante la Rivoluzione Francese) si viene considerati parte dei rivoluzionari, e non si diventa bersaglio del lancio delle arance!
A partire quindi dal giovedì grasso è consigliabile indossare il cappello rosso a forma di calza, sia per evitare spiacevoli conseguenze, che per manifestare la propria partecipazione all’evento.

Prima che si utilizzassero le arance, nel passato si sono utilizzate le mele.
Solo in un secondo momento arrivarono le arance a rappresentare la testa tagliata del Duca.
Le arance utilizzate sono quelle che sarebbero destinate al macero, perché in eccesso rispetto alla produzione consentita…

(continua)

Annunci