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Viva il lupo.
E’ questa, o almeno dovrebbe esserlo, la risposta corretta all’augurio “in bocca al lupo”.

L’uso comune di augurare al povero lupo una brutta ed immediata fine è un imbarbarimento del linguaggio parlato, sviluppatosi probabilmente a causa di un sentimento diffuso, derivato da tradizioni e credenze locali, di paura e insofferenza nei confronti della possibile minaccia da esso rappresentata.
Un beffardo contrappasso, giacché l’unica vera minaccia, per qualunque animale di qualsiasi taglia o latitudine di appartenenza, è proprio l’essere umano.

Già il buon Luciano Spalletti, ai tempi in cui allenava e si innamorava della Roma (non necessariamente in quest’ordine), aveva introdotto una simpatica correzione sull’argomento: a chi gli augurasse “in bocca al lupo”, lui soleva rispondere, sorridendo, “che vinca il lupo, sempre!”.
Ovviamente il riferimento spallettiano era al lupo (anzi, alla lupa) capitolina, dunque giallorossa, simbolo della Città Eterna e della squadra di calcio che orgogliosamente ne porta nome e colori.

Wikipedia riporta varie interpretazioni storiche del detto, alcune buoniste nei confronti dell’amico lupo, altre molto meno.

Quella a cui faccio riferimento io, e che ho letto non molto tempo fa su Facebook, è riportata anche da Wikipedia, definita come “più moderna e di stampo prettamente animalista e animista“:

Il lupo non è un animale di per sé pericoloso [per l’uomo, NdR]. Se ti vede se ne va via prima che tu lo possa vedere. È solo quando malauguratamente ti avvicini alla tana dove ci sono dei cuccioli che il lupo diventa molto pericoloso. La lupa sposta i suoi cuccioli di tana in tana prendendoli in bocca. Questo diventa quindi il posto più sicuro per loro. Romolo e Remo sono stati presi in bocca e portati nella tana dalla lupa. Così la Lupa ha salvato loro la vita. In bocca al lupo significa quindi che lo spirito del lupo sia con te e ti protegga dai pericoli della vita come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca. Se il lupo muore non saremo più protetti dallo spirito del lupo.

Segue una chiosa finale, messa in evidenza dai curatori della pagina in quanto trattasi di affermazione priva di fonte:

Secondo alcuni la risposta all’augurio sarebbe “viva il lupo” oppure “grazie”. Questa interpretazione, per quanto perbenista, non ha alcun riscontro storico né linguistico.

A me i riscontri storici e linguistici, in questo caso, interessano poco.
Io sono animalista, potrò essere animista, al limite mi va bene pure che mi diano del perbenista; ma io sposo in pieno l’interpretazione che vede il lupo attento protettore dei propri cuccioli 🙂
In bocca al lupo si sta bene. In bocca al lupo si è al sicuro (°) .

Lunga vita al lupo, quindi. E sempre viva il lupo! 😀

P.S. Sul sito di adozioni del WWF è possibile anche adottarlo, un lupo.
O meglio, dare un piccolo contributo per la salvaguardia della specie.
Che, manco a dirlo, è in pericolo di estinzione. Per forza, a furia di augurargli di crepare!!

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(°) Se poi si tratta di un lupo giallorosso, allora siete in una botte di ferro 😉 ..anzi, de fero !

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