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Sospetti

Ecco, lo sapevo.
Uno non fa in tempo a riaffacciarsi alla finestra, salutare gli amici e respirare un po’ di aria fresca in lieta armonia, che già le nefandezze del mondo lo riportano a confrontarsi con la dura realtà quotidiana.
E sorvoliamo, per il momento, sui miserabili vigliacchi uccisori di lupi, leoni, orsi e giraffe.
Ci tornerò sopra un’altra volta, quando il mio furore animalista si sarà un po’ ricomposto e potrò scriverne in modo più pacato. Ma non troppo.

Oggi preferisco dedicarmi a qualcosa di più leggero, quasi comico (nel senso che, esaurita ogni legittima considerazione e rimostranza, non rimane che riderci su). Ovvero, di politica italiana e di quell’oscuro apparato socio-assistenziale-previdenziale noto con il nome di INPS. Argomenti che tocco di rado, a tutto vantaggio della mia salute.

Giusto ieri mattina, mentre facevo colazione in centro Bra presso il Caffè Posta dei miei amici Pino e Livio, rinnovando l’intimo convincimento che l’assaporare, ancora caldo, uno strudel di mele di loro produzione – accompagnato da un buon cappuccino e qualche chiacchiera leggera – sia davvero un’ottima ragione per alzami alle 6 e mezza di una domenica mattina, come di qualunque altro giorno;

…mentre ero intento in tali piaceri e pensieri, dicevo, sfogliavo un paio di quotidiani, e se la Gazzetta mi incoraggiava a sperare che la mia Roma sia ormai vicina all’ingaggio di un Vero Centravanti, il suo primo dai tempi di Batistuta e Montella, La Stampa mi ricordava che dal giorno dopo, cioè da oggi, i pensionati avrebbero ricevuto l’una tantum annunciata nei mesi scorsi, a parziale rimborso delle rivalutazioni congelate qualche anno fa dal governo Monti.
E qui mi si è accesa una sinapsi, e ho fatto un collegamento. Un po’ malizioso, se vogliamo, ma neanche poi così audace.

Quel che il foglio torinese ricordava non è una novità, il caso è noto, e si può riassumere in poche battute. O meglio, qualcun altro potrebbe riassumerlo in poche battute. Io non sono capace di sviluppare uno spunto polemico in meno di ottanta righe, non ci provo nemmeno. Ve lo dico prima, per correttezza.

A suo tempo, il senatore a vita Mario Monti e il suo governo di tecnici, messi lì apposta a fare uno sporco lavoro, forse necessario, forse indifferibile, di fatto impopolare, di cui nessun politico di professione avrebbe avuto il coraggio di assumersi l’onere, fra le varie misure anti-crisi decretò il blocco della rivalutazione di una determinata fascia di pensioni, da un certo importo lordo in su.
Il sacrificio sarebbe gravato su quei pensionati non (ancora) del tutto messi alla fame, stimando che questi potessero sopportare di non vedere adeguato il proprio assegno mensile al costo della vita per qualche anno, permettendo così alle casse dell’INPS di risparmiare un po’ di liquidità.

Sapete chi fu il ministro che firmò questa cosa? Non indovinate?
Ma la Fornero, chi altri sennò?! 😀
Colei che (parole sue) si sentì inadeguata al ruolo di ministro che l’amico Monti le chiedeva di assumere nei giorni precedenti la formazione del governo tecnico. E sentendosi inadeguata, in un encombiale impulso di coerenza, quell’incarico decise di accettarlo.
Le conseguenze dell’incauta scelta (di entrambe le parti, of course) le conosciamo bene, dalle decine di migliaia di esodati maltrattati e furiosi, alle lacrime di coccodrillo della sora Elsa in favore di telecamera.

Il provvedimento divenne esecutivo, ma finì anche al vaglio della Corte Costituzionale. Che nei primi mesi del corrente anno si è espressa in merito, giudicando tale norma illegittima, e aprendo dunque la strada ad un rimborso degli adeguamenti arretrati non corrisposti.

L’attuale governo si trovò in seria difficoltà, e decise di ottemperare alla cosa con una decisione che suonava più o meno così:
“cari cittadini, questa norma era nata per risparmiare un po’ di soldi pubblici, ma quei risparmi nel frattempo li abbiamo spesi, sapete com’è, c’è la crisi, ci siam dovuti arrangiare. Ora le casse sono più vuote di prima, e tutto ‘ste milionate di euro a cui avevate diritto e che non vi sono state date, non le abbiamo.
Ecco allora cosa si è pensato di fare: intanto la rivalutazione delle pensioni ve la riattiviamo, che ci sembra il minimo, e degli arretrati ve ne restituiamo una piccola parte, in unica soluzione, diciamo fra un paio di mesi, diciamo ad agosto che così andate in ferie tranquilli. E poiché siamo bravi e belli e siamo pur sempre un governo di sinistra (!!!), faremo in modo che chi di voi prende una pensione di 8-900 euro al mese abbia un rimborso un po’ più alto di coloro che sono più fortunati e godono di pensioni prossime ai milledue-milletrecento.
E’ pur vero che proprio per questo, cioè in proporzione di quanto è stato loro indebitamente trattenuto e non corrisposto, questi altri avrebbero diritto a percepire di più. Ma loro non stanno messi tanto male, voi invece siete meno fortunati (una volta si diceva meno abbienti), e noi che siamo bravi belli ecc. e soprattutto di sinistra (fragorose risate in sala), come novelli Robin Hood ci preoccupiamo dei cittadini più bisognosi.”

(continua sulla seconda parte)

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(Immagine tratta da questa pagina web)

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