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Il vostro blogger preferito, beato fra le "sue" ragazze :-)

Il vostro blogger, per una sera beato fra le donne 🙂

Non so per quale motivo, ma dal mio primo giorno di lavoro, ormai mezzo secolo fa, in un ufficio in cui mi era stata assegnata una postazione dirimpetto a una ragazza, Barbara, ho scoperto quanto apprezzassi lavorare con una donna. O anche più di una. E da allora è stato sempre così. Che si trattasse di colleghe, di clienti, o di collaboratrici a vario titolo.

Voi direte, bella forza: tu sei uomo, è ovvio che gradisca relazionarti con il gentil sesso.
Mica vero. Cioè, è vero che gradisco relazionarmi con il gentil sesso, in un ampio ventaglio di situazioni pubbliche e private. Ma sul lavoro non è solo questione di gradimento, per così dire, estetico o caratteriale. E’ che, nelle cose pratiche, le donne hanno una marcia in più, c’è poco da fare. Sono più affidabili, più precise, più attente ai dettagli. Più determinate. Più efficaci.
Ed è più gradevole relazionarsi con loro, in ogni aspetto di una convivenza o un rapporto a carattere lavorativo – che per propria natura è in qualche misura forzato – sia sotto il profilo umano che professionale.
I maschietti per parte propria tendono ad essere più distratti, presuntuosi, troppo sicuri di sé, o troppo timorosi. Esistono felici eccezioni, of course. Modestamente, io sono una di quelle 😀
Così come esistono eccezioni, in senso opposto, anche fra le donne che ho conosciuto nella mia vita lavorativa. Ma sono state assai rare.

L’unica cosa che rimpiango nella mia carriera, in un frangente in cui decisi di cambiare azienda, nonostante sia stata una scelta premiante, fu il dovermi lasciare alle spalle uno dei migliori clienti che abbia mai avuto il piacere di servire, la filiale italiana di una multinazionale di Milano. Un’azienda con cui si lavorava benissimo e dove avevo instaurato un ottimo rapporto con tutti quanti, sia uomini che donne; ma nella quale, in particolare, la maggioranza degli impiegati erano ragazze, giovani, belle, simpaticissime. E capaci, come poche altre abbia conosciuto in vita mia. Patty, Francesca, Viviana: questo piccolo omaggio è per voi.

Nella seconda metà della mia vita informatica, ho lavorato per quasi 10 anni con al mio fianco una graziosa fanciulla. Che ho formato io. Per le prime tre-quattro settimane. E che da lì in poi ha decisamente superato il maestro, qualunque cosa le chiedessi (o le chiedessero) di fare era come dare la palla a Totti. E detto da me, potete ben immaginare quanto valga un tale paragone 😉
Qualche anno dopo, nella stessa azienda, mi è stata affidata un’altra neodiplomata, che fin dalle prime battute ha dimostrato di poter scalare in serena fiducia le classifiche di rendimento del mio team. Così è stato, ed è tuttora, per entrambe.
E anche al giorno d’oggi, che lavoro da casa in pressoché totale solitudine e completa autogestione, mi avvalgo degli ottimi consigli di una giovane specialista. Si chiama Sara, è romana, molto simpatica, capisce di calcio e tifa Roma: cosa potrei chiedere di più? 😀

Dunque, non c’è da stupirsi che abbia voluto organizzare una serata fra sole donne, con il sottoscritto come anfitrione e unico rappresentate di sesso opposto, insieme alle ex colleghe dei miei recenti trascorsi enogastronomici. Eccole, nelle immagini qui sopra, prese ieri sera sul luogo del delitto, insieme a me che faccio capolino da un lato (mi serviva qualche decina di pixel per completare il mosaico) e ricompaio in mezzo, nella foto di gruppo, con un’espressione goduta alla Jim Belushi. Non sono potute intervenire tutte, ma rimedieremo quanto prima. L’occasione è riuscita benissimo ed è stata apprezzata tanto da riprometterci di replicarla presto, con la stessa formula. Sono un uomo fortunato, lo so.
Il capo, da parte sua, che abbiam lasciato a casa perché di qualcuno dovevamo pure poter spettegolare, da fine enologo e caro amico qual è ci ha voluto omaggiare con un’ottima bottiglia di champagne della propria enoteca, che ci siamo gustata con gli antipasti. Dunque, in un certo senso era presente anche lui, in spirito e… bollicine.

E’ stata proprio una gran bella serata. Fin dalle prime battute del nostro ritrovo, in un locale nelle vicinanze del ristorante che avevamo scelto.
Anzi, che ci aveva suggerito Denise. Ottimo suggerimento, Deni!
Donatella, la più incerta fino all’ultimo di riuscire a intervenire, è stata la prima a raggiungermi. Non ci vedevamo un paio d’anni, ci siamo messi a chiacchierare come se fossero trascorse al più un paio d’ore.
Via via, sono arrivate tutte. Cristina, Denise, Vanessa con la Vicky, simpatica e tenera cucciolona di un anno e mezzo. E poi Simona, la mia “sorellina”, da poco ritornata da un viaggio in Kenya, dove ha prestato due settimane di servizio umanitario insieme al suo fidanzato; e il suo racconto di quell’esperienza, insieme alle foto che ci ha mostrato, ci ha commosso tutti.
E poi Elda, che non conoscevo ed è stata l’occasione giusta per rimediare.
Solo una metà di queste ragazze, ancora oggi, lavora presso l’azienda che ci ha visti transitare tutti, con me a far pendere la bilancia dalla parte degli ex. Alcune di loro, fra di loro, non si vedevano da anni. La cosa bella è stata la gioia autentica di ritrovarle, e vedersi ritrovare con autentica gioia, e con affetto, le une con le altre e tutte loro con me, per questa occasione; così come è stato bello constatare l’entusiasmo delle loro adesioni alla mia proposta, allorché l’ho lanciata nei giorni scorsi.

Non dubito che il nascere e il cementarsi delle nostre amicizie sia stato favorito dall’esserci trovati, spesso, a condividere ottimi vini e gustose tavole imbandite, poiché questo era parte del nostro lavoro. Ma al tempo stesso ciò è stato di per sé, lo è tuttora, parte di noi, del nostro modo di vivere e di rapportarci gli uni con gli altri, sia nell’ambito di un contesto lavorativo che al di fuori di esso. Un intreccio di predisposizioni e di felici connubi, insomma. (La stessa cosa, of course, vale per i maschietti, enologicamente e gastronomicamente preparati e gaudenti, che completano la squadra presente passata e futura di Think Quality e di Enoteca Palazzo Mentone. Verrà presto l’occasione di una rimpatriata globale, questo è fuor di dubbio).

E la cena? Ottima.
Ottimo il locale, l’Osteria La Pimpinella di nuova gestione, a Bra in via San Rocco, dietro il Teatro Politeama. Luogo accogliente e sobriamente elegante, rapporto qualità-prezzo assai equilibrato; una piacevole scoperta, che consiglio a tutti.
Ottimo il servizio, personale giovane e impeccabile in modi cortesi e alla mano.
Ottime le portate, che ricordo con piacere. Muffin di carote al cuore caldo di raschera con crema di porri. Très chic. Tortellini di carne fatti in casa al sugo d’arrosto, e gnocchi al tartufo nero. Buonissimi. Spalletta di vitello con piccola parmigiana di melanzane, che ha incontrato ampi favori. Meringata con chantilly e lamponi, spettacolo. Come bonus, una panna cotta sorprendente per gusto e cremosità (e qui ci è stato confidato un piccolo segreto, per sottrazione: niente colla di pesce che di solito si usa come addensante).
Se le amiche presenti hanno registrato altre o ulteriori impressioni, sono invitate ad esprimere un commento qui di seguito 🙂

Nel frattempo, care fanciulle, una domanda è d’obbligo: dove andiamo la prossima volta?

 

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