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La vita è quella cosa che accade mentre stai facendo altri piani.
Non ricordo più chi l’abbia detto, o scritto. Ma mi è tornato in mente negli ultimi giorni, assaporando i riflessi di questa estate indiana (o di San Martino, che dir si voglia) che, almeno nelle mie zone, stiamo attraversando.

Mercoledì, in particolare. Proprio il giorno di San Martino. Avevo fatto piani diversi, per quella giornata, soprattutto sotto il profilo lavorativo. Invece, per vari motivi non sono riuscito a combinare quasi nulla. Eppure.
Eppure, mi sono svegliato al mattino presto con la luce del sole che filtrava dalle tapparelle, annuncio di un altro bel giorno tiepido e illuminato dai colori dell’autunno.
(E, fra parentesi, trovo sia davvero curioso, e significativo, che la natura ci offra un’impareggiabile tavolozza di sfumature proprio mentre si appresta a cadere addormentata per l’inverno, e in parte a morire – penso alle foglie ingiallite sui rami degli alberi, ad esempio, in gran parte già cadute al suolo a formare un colorato tappeto di forme casuali – in attesa di ridestarsi e rinascere da qui a qualche mese).

Subito dopo colazione, prima di salire nel mio studio al piano di sopra, ho appeso a una parete del mio alloggio due piccole tele di una pittrice inglese, appena acquistate dalla mia galleria di fiducia. Due quadri di tale semplice grazia da arricchirmi di naturale, serena bellezza per il semplice fatto di poterli ammirare, ogni giorno, al mio risveglio. Eccoli.

Joy Moore, Olivera beach. Olio su tela, coll. privata

Joy Moore, Olivera beach. Olio su tela, coll. privata

Joy Moore, View from Olivera beach. Olio su tela, coll. privata

Joy Moore, View from Olivera beach. Olio su tela, coll. privata

Dopopranzo, visto l’apprezzabile tepore della giornata, mi sono concesso una mezzoretta di sane letture all’aperto, sul terrazzo, in compagnia del mio cucciolone acciambellato al mio fianco su un divano a dondolo, in tranquilla siesta postprandiale. Di fronte a noi, il panorama era quello della foto di apertura. Nient’altro che campi ormai incolti, stoppie di granturco mietuto solo poche settimane fa, pioppete a far da cornice fino all’orizzonte, terra erba e cielo azzurro. Un quadro dal vivo in cui riposare lo sguardo senza affanno alcuno. La stessa serena naturale grazia, la quieta bellezza, che ricerco (e che trovo) nelle opere degli artisti che più apprezzo.

All’approssimarsi dell’imbrunire, lo stesso panorama, da angolazione solo leggermente diversa, si presentava così.

Più tardi, avrei concluso la mia giornata con una verticale di Barolo presso un locale del centro, occasione sorprendente per i contenuti e il taglio appassionato e innovativo di un giovane enologo, che quegli stessi vini ha creato in cantina.

A parte ciò che vi ho raccontato, come vi dicevo all’inizio, faticherei a ricordare cos’altro abbia fatto nel resto del giorno, nonostante ciò che mi ero riproposto alla vigilia. Qualche contrattempo, su cui non è il caso di soffermarsi, incombenze familiari, cose così. Lavoro, poco o niente. Eppure.
Eppure, non è stata affatto male come giornata, voi che ne dite?

La vita è quella cosa che accade mentre stai facendo altri piani. E a volte, accadendo, ti regala impressioni e ricordi che non avresti immaginato.

 

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