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Serena de Gier, Troppo carino, acrilico su legno 20 x 30

Rieccomi qua, a strettissimo giro, come promesso 🙂

E’ arrivato il momento di parlarvi di ali.
Con le ali è il titolo di una serie di opere di Serena de Gier, aventi per tema uccelli di ogni varietà, che la giovane artista, prima ancora che sulla tela, ritrae quasi sempre di persona, in foto, recandosi nei luoghi ove è possibile avvistare esemplari di una particolare specie.
Nel settembre del 2013 ho avuto il piacere di conoscere Serena, e di scoprire i suoi lavori, in occasione del vernissage della prima mostra dedicata alla serie presso la galleria Evvivanoé di Cherasco, di cui vi ho parlato nel post precedente. Fin da subito sono rimasto affascinato dai soggetti e dall’interpretazione resa dall’artista, che adotta stili e registri diversi, scegliendo qua e là effetti di luce che personalmente trovo emozionanti.

Serena de Gier, Il pellegrino, acrilico su tela 80 x 40

Sabato sera ho partecipato all’inaugurazione della mostra Con le ali edizione 2015, che raccoglie molte opere nuove, alcune terminate da poche settimane, ricavandone impressioni ancora più vivide. Ho scelto tre soli scatti, un simpaticissimo pettirosso, un superbo falco pellegrino e un maestoso gufo (anzi, una gufa, il che si evince – mi ha spiegato l’artista – dalle maggiori dimensioni e dal piumaggio più chiaro rispetto al gufo maschio), esemplificativi ma niente affatto esaustivi, per stimolare la curiosità di visitare di persona la mostra. Nonché il contesto che la ospita, davvero originale: la Pasticceria XI Comandamento, in via Amedeo Rossi 25, a Cuneo. Un gradevole ambiente, dotato di una sala dove poter gustare una selezione dei prodotti della casa, sorseggiare un the, leggere un buon libro… e ammirare i lavori di Serena de Gier, che rimarranno esposti fino a gennaio. (Ho scordato di domandare quale sia l’undicesimo comandamento, ma ho una mezza idea che abbia a che fare con Epicuro 🙂 ).

Di primo acchito, non saprei dirvi con precisione che cosa mi affascini di più, nelle opere di Serena, se la freschezza, la cura dei dettagli, le variegate luminosità, le scelte cromatiche o l’effetto scenografico.
Ma, dopo una breve riflessione, la risposta giunge naturale: ogni quadro, anche quello di più piccole dimensioni, che raffiguri soggetti in movimento oppure raccolti in posa spontanea, racconta una propria storia. Ciascuno di essi risulta profondamente soggettivo, irripetibile, non solo in quanto opera originale, ma per la spiccata unicità del protagonista, ritratto all’interno del proprio elemento. E se non mi credete, fate bene: andate a sincerarvene con i vostri occhi 🙂

Serena de Gier, La gufa, acrilico su tela 100 x 80

Serena de Gier, La gufa, acrilico su tela 100 x 80

Penso che questa sensazione di unicità e di racconto individuale non sia affatto un caso: per poter far sì che gli animali da lei dipinti esprimano la propria individualità, oltre a possedere un’autentica passione naturalistica, l’autrice (come dicevo) ha dovuto prima di tutto andarli a cercare nei rispettivi habitat; ed è un piacere ascoltarla mentre racconta le sue esperienze, perché permette ai visitatori che si accostano alle sue opere di comprendere il vissuto personale, il legame privato, che ciascuna di esse contiene ed esprime.

Anche in questo caso, mi permetto di suggerirvi che acquistare un’opera d’arte può costituire un perfetto regalo di Natale, per se stessi o per una persona cara, con una spesa inferiore a quanto si è portati a pensare. E prima che qualcuno fra voi, hai visto mai, possa essere indotto a supporre che io abbia qualche interesse nel dirvi così, posso aggiungere che parlo per esperienza. Perché io il regalo me lo sono già fatto 😉
E per il resto, se mi seguite già lo sapete: io amo scrivere di ciò che mi piace e mi appassiona, così, semplicemente.

Alla prossima occasione, dunque. Se questi primi due post vi sono piaciuti, restate sintonizzati su #dialiedazzurro!

 

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