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Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese

Mi è tornata in mente una cosa a cui non pensavo da un po’, ma che in effetti mi appartiene da molto tempo.
Fin da quand’ero bambino, sono abituato a immaginare lo svolgersi di un anno come un ponte sospeso fra due estati. Una forma mentale ereditata dai primi anni di scuola, consolidata dalle stagioni calcistiche, e tutto sommato rimasta valida anche negli anni lavorativi; poiché è sempre d’estate, di solito, che ci si prende una pausa anche solo per un paio di settimane.

Grazie alle inesauribili risorse del web, ho trovato la suggestiva fotografia qui sopra che mi aiuta a illustrare il concetto, scoprendo fra l’altro un bel dettaglio storico, circa il ponte ivi raffigurato, che potete leggere qui.

Tornando a noi, e alle mie forme mentali, pare evidente come la metafora del ponte sospeso si possa prestare a svariate letture. Mi voglio soffermare su una sola, la più immediata. Ovvero, che il compiere l’attraversamento del ponte comporta una discesa e una risalita.
Al momento, a pochi giorni dall’inizio dell’estate (quanto meno in termini di calendario, anche se le condizioni meteo non paiono dello stesso avviso), mi trovo dunque prossimo al culmine della risalita, e della relativa fatica. Dev’essere per questo che il passo si fa sempre più pesante e rallentato, e i pensieri confusi.

Le metafore hanno di buono che riescono a spiegare tutto in modo semplice e chiaro. Questa, in particolare, sembra suggerirmi che manchi solo un piccolo ulteriore sforzo, questione di poco, e poi potrò proseguire con maggiore scioltezza. Un’idea rassicurante.
Quanto fondata, non è dato sapere. Ma, come per ogni altra cosa, lo scopriremo vivendo.

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